radiografia.

E’ come parlare dalla stanza più alta
di una torre con la finestra aperta:
il vento ci cambia in ambigua blue
note a riposo e soluzione. E intanto
tu cerchi altre domande alle tue verità
il giorno bisbiglia cose da fare
- a voce spenta – che quasi soffoca
le caviglie la fretta di slacciare
i tuoi gessati orizzonti sbalzati
nei tanti gradini che allontanano
l’aria dalla terra – e lì
rincasano i miei granelli di argilla.
In un ghetto praghese in biancoenero
per una lettera ti sarei frana
nel nostro tempo sei stato la mia

nel tempo

Mi chiedo dove andrà
quest’acqua ad abitare.
È sangue condiviso ora
intima certezza e ricordo
il mio dolore amico e poi
la noia dell’attimo dopo
quello che tutto accorda
materno come fiamma.
E poi ancora    l’acqua.

legami idrogeno

Estremi divergenti che si attraggono
ci leghiamo a distanza per natura.
Questione di chimica: siamo l’acqua
densa più del ghiaccio che solo il fuoco
(ti prego, stiamo attenti!) cambia in aria.
Se così dovesse accadere, cercami
le braccia con le tue saranno un ponte.

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